Chiesa dell’Annunziata
Chiesa rurale nella Lama San Giorgio, a Rutigliano. Dal 2007 un restauro per stralci la sta restituendo alla comunità.
La chiesa
La Chiesa rurale dell’Annunziata sorge nel paesaggio della Lama San Giorgio. Oltre che luogo di culto, è uno spazio di memoria collettiva in cui Rutigliano ritrova le proprie radici storiche e culturali.
Durante l’anno accoglie fedeli, visitatori e appassionati di storia locale per la preghiera, le celebrazioni e le iniziative della tradizione. La campagna intorno la rende anche un luogo di quiete e di riflessione.
Associazione Pro-Annunziata A.P.S.
Si occupa della tutela del sito, della sua memoria storica e delle tradizioni legate alla Madonna Annunziata. Organizza eventi, attività culturali e momenti di incontro che tengono unita la comunità intorno alla chiesa.
Il restauro
Vincolata dal Ministero per i Beni Culturali dal 1982, la chiesa ha attraversato decenni di abbandono e i vandalismi del 1986 e 1987, che demolirono gli altari e portarono via lo stemma Caracciolo dal portale.
Dal 2007 il restauro procede per stralci funzionali, ognuno legato a una priorità: fermare un dissesto, recuperare una superficie, restituire una funzione. Il progetto è dell’architetto Giovanni Iaffaldano, con il parere favorevole della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (prot. 1718 del 22 aprile 2009). Quattro stralci sono stati completati tra il 2007 e il 2019; oggi sono in corso due progetti.
4 stralci
completati tra il 2007 e il 2019. Oggi due progetti in corso.
218.000 €
nei primi quattro stralci, da Regione Puglia, CEI, GAL Sud-Est Barese e fondi propri del Comitato.
Gli interventi conclusi
-
Volte e copertura
Stralcio I, 2007
Consolidamento delle volte e nuova copertura, recuperando travi e coppi originali. 100.000 €, Regione Puglia (L.R. 13/2001).
-

Murature e finiture interne
Stralcio II, 2015
Murature consolidate con calce idraulica e cuci e scuci, intonaci e colori originari ripristinati, nuovi infissi in legno. 100.000 €, CEI e GAL Sud-Est Barese.
-

Pavimento in coccio pesto
Stralcio III, 2016
Il vecchio battuto di cemento sostituito da un pavimento in coccio pesto su barriera contro l’umidità di risalita. 10.000 €, fondi propri del Comitato.
-

L'affresco del 1738
Stralcio IV, 2019
Restauro della Madonna col Bambino tra San Nicola e San Martino, dipinta per i Caracciolo e ridipinta a tempera nel Novecento. 8.000 €, fondi propri del Comitato.
Il restauro della chiesa
Progetto in corso. L’ultimo lotto del restauro riguarda l’aula e la sagrestia, di proprietà della Rettoria SS. Madonna del Carmine: porta nella chiesa l’impianto elettrico e restituisce leggibilità all’altare maggiore.
Altare maggiore. Gli elementi lapidei e le colonne lignee ritrovati nella sagrestia vengono restaurati e rimontati. Una riproposizione grafica sulla parete ne renderà leggibili le forme originarie, senza simulare una ricostruzione.
Luce nella chiesa. Oggi la chiesa non ha impianto elettrico. Proiettori sopra le cornici illumineranno la volta e l’altare, con cavi mimetizzati e nessuna traccia nelle murature.
Sagrestia. Riaperta dopo decenni, viene consolidata con la tecnica del cuci e scuci e dotata di nuove porte in legno.
Il recupero dei locali adiacenti
Progetto in corso. Accanto alla chiesa c’è un piccolo corpo di fabbrica, un vano al piano terra e due ambienti al primo piano, nato come fienile e ricovero per gli attrezzi agricoli e rimasto agli eredi Valenzano dopo la donazione del 1961. Oggi è un rudere: il progetto lo mette in sicurezza e lo trasforma in ambienti polifunzionali al servizio della chiesa.
Messa in sicurezza. Puntellamenti, rimozione dei materiali di crollo e della vegetazione cresciuta sulle macerie.
Murature, volte e copertura. Cuci e scuci, barre elicoidali negli angoli, tiranti nella volta. Nuovo tetto in travi di legno e tegole di argilla fatte a mano.
Finiture e impianti. Pavimenti in battuto, intonaci a calce, infissi in legno. Luci, prese, illuminazione di emergenza, antintrusione e amplificazione.
Prima del restauro
Com’era la chiesa prima dei lavori, dopo decenni di abbandono e i vandalismi del 1986 e 1987.
Le feste dell’Annunziata
Da secoli la chiesa è un riferimento religioso per Rutigliano e per i paesi vicini.
25 marzo, l’Annunciazione
Un tempo il Capitolo, i confratelli e i devoti salivano in processione da Santa Maria della Colonna, nel centro del paese. Seguivano messe cantate e lette, offerte di cera e gettoni simbolici per il clero e i confratelli del corteo.
Pasquetta, il rito dei compari
Dopo la messa il sacerdote benedice coppie di persone di ogni età, che per quel giorno diventano compari e si legano al braccio sinistro un nastro colorato.
Il Pass-a-pass
Il rito più antico legato alla chiesa affidava alla Madonna dell’Annunziata la protezione dal male dell’ernia. Lo racconta nel 1791 il viaggiatore Giuseppe Maria Galanti: nel giorno della festa, chi cercava la grazia veniva fatto passare più volte nel tronco spaccato di un lentisco, poi richiuso con legature.
Se dopo un anno il taglio si era rimarginato, la grazia era ottenuta. Osteggiato dall’autorità ecclesiastica dalla seconda metà dell’Ottocento, il rito è sopravvissuto a lungo. Il rito dei compari di Pasquetta ne è l’erede.
Il luogo
La chiesa non si capisce senza il paesaggio che la circonda: uno sperone di roccia abitato fin dall’età antica, dentro un’area naturale protetta.
Sul lato meridionale dello sperone restano i resti di una muraglia del VI secolo a.C., larga in alcuni punti fra sei e quindici metri: la traccia di un villaggio fortificato antichissimo.
Intorno si apre la Lama San Giorgio, detta anche Lama dell’Annunziata: una delle due grandi depressioni carsiche che attraversano Rutigliano dalla Murgia all’Adriatico. Dal 1997 è area naturale protetta della Puglia (L.R. 19/1997, codice A6).
Il Macchione dell’Annunziata, citato negli atti notarili del Sei e Settecento, era coperto da boschi di fragno e roverella, oggi ridotti a pochi lembi. Restano cisterne, foggie d’acqua e casedde, allo stato di rudere.
Nei dintorni si trovano l’area archeologica di Castiello, identificata con l’antica Azetium romana, e le chiesette medievali della Madonna delle Grazie e di San Lorenzo.