Stato In corso
Proprietà Rettoria SS. Madonna del Carmine
Progetto Arch. Giovanni Iaffaldano
Il quinto stralcio interessa due perimetri distinti. Il primo è la chiesa: l'aula e la sagrestia, di proprietà della Rettoria SS. Madonna del Carmine. Qui il lavoro rimonta ciò che resta dell'altare maggiore, consolida la sagrestia e porta per la prima volta la luce elettrica.
L'altare maggiore
Gli atti vandalici del 1986 hanno quasi completamente demolito i tre altari della chiesa, il maggiore e i due laterali. Alla riapertura della sagrestia, murata per decenni per il rischio di crollo, sono stati ritrovati alcuni elementi lapidei e parte delle semicolonne lignee dell'altare maggiore, in avanzato stato di degrado. Il rilievo e la restituzione tridimensionale di ogni elemento hanno mostrato che i pezzi sopravvissuti non bastano per una ricostruzione integrale.
Si rimonteranno quindi due elementi lapidei decorati e si restaureranno il frontone ligneo, oggi sulla parete frontale, e le colonne lignee, che torneranno al loro posto. Un disegno «a fil di ferro» su un pannello addossato alla parete renderà leggibili le geometrie e le forme dell'altare originario, senza simulare una ricostruzione.
La sagrestia
La sagrestia viene consolidata con la tecnica del cuci e scuci, la stilatura dei giunti disgregati e barre elicoidali in acciaio che migliorano le connessioni d'angolo. Nuove porte interne in legno ne restituiscono l'accesso.
La luce
La chiesa è oggi priva di impianto elettrico. Il nuovo impianto, alimentato da un gruppo elettrogeno, illumina l'interno con proiettori posti sopra le cornici e rivolti verso la volta e l'altare maggiore. Nessuna traccia nei muri della chiesa: i cavi sono protetti e mimetizzati negli angoli delle murature.
Le tecniche
Rilievo tridimensionale degli elementi dell'altare
Rimontaggio degli elementi lapidei superstiti
Restauro del frontone e delle colonne lignee
Riproposizione grafica «a fil di ferro»
Cuci e scuci, barre elicoidali in acciaio
Impianto elettrico senza tracce nei muri
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